Prolution; Il lavoro interdipendente

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Prolution; Il lavoro interdipendente

Una delle più grandi verità evidenti a tutti in questo 3° millenio è che il Mondo cambia continuamente e velocemente, basti pensare, ed è pazzesco, che il 90% di tutte le informazioni esistenti al mondo è stato generato solo negli ultimi 2 anni. Noi qui in Prolution lo ripetiamo spesso, e per quanto può sembrare una banale verità è senz’ombra di dubbio la prospettiva migliore per poter affrontare il presente che ci circonda;

Il mondo cambia continuamente

Se partiamo dal presupposto che il mondo cambia continuamente e velocemente, allora tutto, ogni cosa, deve necessariamente al pari con il mondo adeguarsi a tale cambiamento. In Prolution una delle citazioni più ripetute è infatti la massima di Charles Darwin “Non è il più forte a sopravvivere, né il più intelligente, bensì colui che si adegua meglio al cambiamento”.


E se uno non si volesse adeguare al cambimento?

Semplice... “ci sarà la crisi nera”, e sarà il cambiamento stesso a costringerti ad adattarti. Oggi non si può rimanere fermi. Negli ultimi 10 anni abbiamo interconnesso grazie a Internet miliardi e miliardi di persone. Il minimo comun denominatore degli individui singoli e di gruppi di essi, come Aziende e Società, che non vogliono cambiare è quella di entrare in uno status di crisi depressivo, e l’Italia ne è purtroppo un esempio . Si evince pertanto l’esigenza, per stare al passo dei tempi e per non intrappolarsi in una crisi depressiva (come accade per l’immobilismo italiano), di adeguarsi al cambiamento ed anzi ancor più “di anticipare il cambiamento” (come accade negli Stati Uniti, patria dell’innovazione).

E il mondo del lavoro deve cambiare?

Tutto nell'era contemporanea deve adeguarsi al cambiamento. Il Lavoro è la base di qualsiasi gruppo sociale, è il centro dell’economia di una Società come di una Famiglia e a maggior ragione deve adattarsi più di ogni altra cosa. Qui in Prolution ripetiamo spesso che il Lavoro rappresenta circa il 70% della vita solare di ognuno di noi. Il lavoro è la Vita di ognuno di noi. Un noto filosofo diceva “l’uomo è ciò che mangia”...noi in Prolution diciamo “l’uomo è ciò che lavora”. Aristotele sosteneva che “Il lavoro nobilita l’uomo”, ma ancor prima del nobilitarsi potremmo dire che “Il lavoro rende l’uomo degno. Il lavoro rende l’uomo, un Uomo”. E in Italia? Qui il mondo del lavoro è molto diverso rispetto a tanti altri paesi occidentali come il Nord Europa e gli Stati Uniti, ed è soltanto in questi ultimi anni che si è innescato un cammino iniziale di riforme.  Qui bisogna fare attenzione però, perché non vogliamo entrare ne nel tecnico, ne nel politico, ne tantomeno nel giuridico-contrattuale. Vogliamo solamente analizzare nella prospettiva del cambiamento a cui oggi dobbiamo tendere, il modus in cui oggi si lavora, quello che chiameremo lo “Spirito con cui si Lavora”. Il tutto con uno sguardo particolare all’Italia, anticipando un cambiamento che riteniamo sarà protagonista nel prossimo futuro.

Vuoi essere Dipendente o Indipendente?

Oggi nell'era moderna, generalmente terminati gli studi, ognuno di noi deve intraprendere una scelta. Vuoi essere un dipendente o vuoi essere un indipendente? Vuoi essere un dipendente, generalmente anche detto, a seconda dei settori, impiegato, operaio ecc? Oppure un indipendente, generalmente anche definito come autonomo, libero professionista, commerciante, ecc? Quali sono le principali differenze fra le due scelte? L’ignorante qui potrebbe dire un po’ alla romana “e che me ne frega a me, io basta che vivo bene e tranquillo poi l’uno o l’altro è uguale…”. Oh bene, ed è proprio questo il punto: come abbiamo detto prima il lavoro rappresenta il 70% della vita, il lavoro è Vita, e per vivere bene e felici una scelta fondamentale la gioca questa decisione che ognuno di noi deve compiere agli inizi. Una scelta che bisogna prendere in maniera consapevole e coscienziosa. Ma perché riteniamo che sia così importante? Beh perché, salvo ovviamente eccezioni, la scelta di essere Dipendente o Indipendente implica uno “Spirito al lavoro” totalmente diverso. Entrambi lavorano, entrambi potremmo dire “si sudano la pagnotta”, ma l’atteggiamento al lavoro di un Dipendente, in particolar modo in Italia, differisce molto dall'atteggiamento al lavoro dell’Indipendente. Può anche qui sembrare banale tutto ciò ma ricordiamoci che tale differenza è stata oggetto di contrapposizione sin dagli inizi del 900 con i giganteschi scontri ideologici come la lotta fra il “capitalismo” e il “proletariato”. Oggi sicuramente viviamo in un’epoca diversa, ma il mondo del lavoro ruota ancora attorno al dibattito e al costante sviluppo del rapporto fra il lavoro dipendente ed il lavoro indipendente, con gli annessi diritti che vengono attribuiti agli uni e agli altri attraverso le varie Riforme sul lavoro.

Lo Spirito del lavoro Indipendente

L’indipendente, lavorativamente parlando, è colui che sostanzialmente si assume il rischio totale dei propri risultati lavorativi costituendosi a tal scopo una Società o una Ditta individuale. Le caratteristiche della persona indipendente sono sicuramente la ricerca di una totale libertà personale contrapposta all'assunzione di un rischio e di pericoli maggiori che possono sfociare spesso (ripetiamo come ovvio, salvo eccezionalità) anche in una maggiore assunzione di stress lavorativo. Il lavoratore indipendente, che sia un Libero Professionista, un Commerciante, un piccolo Imprenditore, “sentendosi propria l’Azienda” (forse erroneamente e lo vedremo meglio dopo), generalmente lavorerà con il massimo dell’intensità, con il massimo dello sforzo, non conterà ovviamente le ore di lavoro e cercherà di metterci tutta la passione in quello che fa, perché il suo compenso è “dipendente” dai suoi risultati.

Lo Spirito del lavoro Dipendente

Il Dipendente, lavorativamente parlando, è invece colui che sostanzialmente non vuole assumersi il rischio totale dei propri risultati lavorativi a punto tale da non avere assicurato uno stipendio a fine mese e pertanto decide di esser assunto presso un Individuo, come ad esempio un Libero Professionista o una Società, magari grande come una Multinazionale. Nel mondo d’oggi ovviamente nulla è sicuro, e quindi anche per un Dipendente il rischio di perdere lavoro o il rischio che la propria Società fallisca è alto, ma ciò non toglie che l’assunzione del rischio fra il dipendente e l’indipendente è totalmente un altro mondo. Le caratteristiche della persona Dipendente di livello più impiegatizio sono sempre oggetto di critica da parte degli Indipendenti, in particolar modo dalla categoria di quelli che ragionano un po’ alla “Capo-Padrone”, e ultimamente sono giudicati negativamente, soprattutto in Italia, un po’ da tutti quando si parla di lavoro dipendente pubblico. Certo, in tale analisi ogni contesto è diverso, un conto è lavorare in un’Azienda Italiana, altro mondo è lavorare presso un’Azienda di stampo Statunitense. Così come è diverso lavorare in una PMI rispetto ad occupare un ruolo in una Multinazionale. Va precisato inoltre che lo spirito di un “dipendente dirigente”, detto anche “manager”, rientra in una sfera molto diversa rispetto al “classico impiegato”, avendo egli generalmente (ripetiamo salvo eccezionalità) un carico di responsabilità di risultati molto diverso. Premesso ciò, certo è che le critiche magari "da bar” avanzate spesso da una parte di quel mondo “indipendente” all’altra sponda degli “dipendenti” sono negli anni sempre le stesse: “lavorano solo contando le loro 8 ore”, oppure “non ci mettono passione, stanno li solo per prendere lo stipendio”, fino alla frase“assumere è impossibile ci sono troppi diritti, mille tasse”. In tale contesto è divertente ricordare una scena del notissimo film di Checco Zalone  “Sole a catinelle” dove lui stesso ironicamente prendendo voce ad una conferenza fra imprenditori descrive le difficoltà e le critiche mosse dal tipico indipendente in Italia, il Piccolo Imprenditore.

Il dualismo fra l’essere Dipendente e Indipendente

Attenzione,  ovvio che non viviamo al tempo del marxismo, dove la società era caratterizzata da una lotta di classe fra ceti opposti. Semplicemente qui stiamo sottolineando un dualismo che caratterizza in particolar modo il vissuto delle PMI in Italia, che ricordiamo rappresentano oltre il 95% delle Imprese esistenti, in Italia così come in Europa. Arrivati a questo punto sicuramente a seconda di che tipo di lettore si è, potrebbero esser scattate diverse opinioni discordanti sia dall'una che dall'altra parte. Un dipendente potrebbe affermare “ma in realtà ci metto più passione io che tanti di quei capitalisti cinici”, oppure “io lavoro 13 ore al giorno come dipendente e neanche mi pagano gli straordinari”. Un indipendente invece potrebbe aggiungere “l’italia fa schifo perché i dipendenti hanno troppi diritti e noi nessuno”, oppure “i dipendenti pubblici andrebbero tutti licenziati”. Insomma, a seconda che tua sia un Dipendente o un Indipendente, alla lettura di questa distinzione potrebbero nascere sentimenti contrastanti ed ognuno andrebbe a difendere comprensibilmente i propri legittimi interessi. Per ovvie leggi della Psicologia e della Spiritualità umana, questo dualismo porta infatti ad uno scontro più o meno leggero che si accentua in tempi di crisi economica. È evidente a tutti, giusto? Da anni infatti il dibattito sul mondo occupazionale in Italia è caratterizzato da coloro che vorrebbero lasciare così come sono le regole sul Lavoro e da chi dall'altra parte vorrebbe cambiare le regole snellendo qualche diritto del lavoratore dipendente per adeguarsi al resto del mondo. Chi vince? Un’antica frase latina dice “Ubi Maior Minor Cessat”... dove c’è il forte il più debole perde. Per quanto possa sembrare brutale questa frase descrive una gran dura verità. Fra noi e il resto del mondo vincerà sempre il resto del mondo, e questo è il motivo per cui anche in Italia, patria da alcuni definita “dei Sindacati”, dopo decenni di critiche mosse in primis dal mondo degli “indipendenti” si è innescato un lento cammino di riforme anche nel mondo del Lavoro.

Il superamento di questo dualismo

Ma torniamo un attimo a noi, alla fine tutto ciò è per dire che cosa? Viviamo in un mondo in cui vi sono sin troppe difficoltà, fin troppe sfide, fin troppe contrapposizioni, e siamo convinti che è giunta l’ora di superare questa contrapposizione per abbracciare una filosofia al lavoro nuova, uno Spirito al lavoro diverso, più produttivo e vincente per tutti, un sistema come si sente dire in questi tempi “win-win”. Fin quando il dipendente si autodefinirà tale e l’indipendente all'opposto lo scontro sarà inevitabile. E purtroppo dove continuerà ad esserci uno scontro (perché ripetiamo non viviamo nel medioevo, né nei tempi del marxismo), lo spreco dell’opportunità di lavorare accomunati intensamente da una visione unica rimarrà ancor peggio della realtà che spesso vivono le piccole imprese in italia, dove purtroppo sovente “ognuno si guarda ai propri interessi”, per poi finire per ritrovarsi in un Paese in crisi. Giustamente molti dipendenti (non tutti, sia chiaro) potrebbero comprensibilmente non esser disposti a vivere freneticamente con la stessa intensità e passione delle figure indipendenti, ovvero dei loro così chiamati “titolari”, perché non ritengono che l’Azienda sia loro. Viceversa gli “indipendenti”, in particolare ripetiamo i Piccoli Imprenditori, comprensibilmente sarebbero disposti a lavorare intensamente oltre i propri limiti perché riterrebbero “propria” l’Azienda. È qui che per noi c’è, però, un errore di fondo. Un errore di fondo che porta a questo dualismo, che come tutti i dualismi porta a sua volta ad una separazione o nelle migliori delle ipotesi ad una non troppo forte visione comune dei risultati di un’Azienda.

Che cos’è e di chi è un’Azienda?

Ma insomma cos’è e di chi è un’Azienda? L’Azienda non è degli Imprenditori, degli Indipendenti insomma? Basterebbe andare a leggere un qualsiasi libro di economia aziendale o ricercare un po’ su internet per comprenderne il realtà il giusto e vero significato. In questo momento vogliamo citare semplicemente la definizione specifica del codice civile, che all’art. 2555 riporta: “Un'Azienda, è un'ORGANIZZAZIONE DI PERSONE E BENI finalizzata alla soddisfazione di bisogni umani attraverso la produzione di beni o servizi, con lo scopo di generare un profitto.” Un’Azienda, vogliamo sottolinearlo, è “l’insieme delle Persone e dei Beni” che la compongono. Ed essendo le cose, cioè i Beni, privi di coscienza, il nucleo centrale è che l’Azienda sono proprio le persone. Questo punto è centrale perché l’Azienda è tanto degli indipendenti quanto dei dipendenti che la compongono. L’Azienda è di entrambi. Agli imprenditori, cioè agli Indipendenti, spettano solamente la partecipazione agli utili societari in cambio di un assunzione di rischio tramite l’investimento del così detto “capitale di rischio”.


La nuova era dell’interdipendenza

Se poniamo al centro questa grande verità, tutto il resto deriva automaticamente per via logica. Se l’Azienda è di tutti noi, allora vuol dire che ne beneficio io come ne benefici te. Allora vuol dire che lavorerò con passione ed intensità io così come te, vuol dire che aldilà dei ruoli ricoperti staremmo tutti sulla stessa barca accomunati tutti dallo stesso desiderio di giungere ad una meta condivisa. Questo per noi in Prolution  significa l’essere Interdipendenti, cioè un nuovo modo di fare business, una nuova visione di vedere il lavoro. Qui in Prolution nessuno si definisce dipendente, né tantomeno indipendente. Qui ognuno di noi si sente, aldilà dei Ruoli, aldilà della posizione contrattuale, aldilà delle mansioni:  Interdipendente l’uno dell’altro. “ Qui in Prolution siamo e ci sentiamo Interdipendenti” Cosa vuol dire in termini pratici? Vuol dire che tutti, dal Commerciale all’addetto delle Pulizie, nell’era dell’interdipendenza deve beneficiare dei risultati Aziendali, con degli incentivi alla partecipazione del guadagno Aziendale. Tutti devono avere delle co-partecipazioni per i buoni risultati aziendali in quanto tutti co-partecipano alle sfide e difficoltà quotidiane. Attenzione, questa non è la visione cooperativistica del lavoro, o peggio ancora una visione postcomunista del lavoro. La distinzione dei ruoli e più ancora la gerarchia dei ruoli è, per ovvie ragioni naturali, un elemento essenziale, ed è così anche per una famiglia, così come in una squadra di calcio o come in una qualsiasi altra comunità di persone. L’era dell’interdipendenza vuole inglobare da un lato quello che definiamo lo “Spirito di Gerarchia”, cioè il rispetto e la distinzione de ruoli, dove viene posto ad un Organo Amministrativo il compito di garante e amministratore delle responsabilità e dei compiti, dall'altro quello che chiamiamo lo “Spirito di Fratellanza” cioè la visione comune della missione Aziendale e il rispetto e la cooperazione fraterna, oltre le distinzioni e le mansioni ricoperte.


L’interdipendenza genera un valore infinito

Viviamo in un mondo in cui tutto cambia in fretta. Viviamo in un mondo metaforicamente caratterizzato da burrasche e tempeste improvvise. In un dinamismo come quello odierno non solo non servono dualismi e contrapposizioni inutili, ma vi è ancor più la necessità di un nuovo modello di lavoro, dove l’uno sia interdipendente dall’altro per generare un valore superiore alla somma delle singole parti. In un’Azienda, come in Prolution dove ci si sente Interdipendenti l’uno con l’altro, lavorare vuol dire lavorare con Amore, con Passione, con tutto se stessi perché il mio sforzo può portare benefici a chi mi sta a fianco e viceversa. E’ solo lavorando tutti assieme con Amore che si possono appagare a pieno i bisogni dei Clienti. In Prolution l’essere e il sentirsi Interdipendenti, il sentirsi parte di una cosa sola, porta inoltre a far si non solo che la somma sia il risultato delle singole parti, bensì che la somma sia un risultato totalmente superiore, un risultato infinito direttamente proporzionale alla capacità dei Singoli di lavorare con Amore l’uno nei confronti dell’altro.

Se è vero che per cambiare il mondo dobbiamo cambiare noi stessi, qui in Prolution abbiamo dato il via ad un nuovo e rivoluzionario modo di Lavorare, l’Era dell’Interdipendenza.

Prolution Team  


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