Amare il proprio lavoro: Il segreto per vivere una vita felice

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Amare il proprio lavoro: Il segreto per vivere una vita felice

“Se troverai come vivere da un lavoro che ami, avrai scoperto il segreto per vivere una vita felice” Questa frase l’ho letta in un blog ed è una citazione di una mamma, e racchiude una grande verità: non saremo mai felici se non facessimo un lavoro che amiamo e ci piace.

Non è detto che non lo saremo in caso contrario, ma è molto più probabile!

Questo dettaglio non è sempre palese e lampante poiché i più vivono, accettano e si rassegnano quasi a subire il proprio lavoro o la propria situazione lavorativa, come se quasi dovesse essere una parte a se stante della propria giornata e quindi in generale della propria vita…eppure è singolare, poiché sin da bambini, quasi si cresce con in testa il sogno di fare un lavoro gratificante, “spaziale” nel senso di stratosferico : si parte con tutti i buoni propositi ma poi spesso si finisce con l’accontentarsi.

Mi son chiesto anche perché e ho notato che spesso mi capita di incontrare persone che non sembrano amare il proprio lavoro: spesso non sorridono con un cliente, magari sono frettolose o distratte, non vedono l’ora che la giornata finisca per smettere di “faticare”, si alzano di malavoglia pensando al lavoro, sono impazienti di andarsene in ferie per non lavorare qualche settimana.

Oltre a non considerare a debito modo la fortuna e quasi il privilegio (oggi più che mai) di avere un lavoro, evidentemente ignorano la frase con cui è iniziato l’articolo. Abbiamo una Soluzione a questa tendenza? L’ideale sarebbe trasformare una propria passione, un interesse, in un lavoro: se commutiamo qualcosa che ci piace fare senza essere pagati in un lavoro per il quale siamo, invece, retribuiti, sicuramente lo faremo volentieri e ci metteremo la passione e la grinta per farlo veramente bene.

Ma non sempre questo è possibile. Come fare? Come amare il proprio lavoro Per amare il proprio lavoro dobbiamo semplicemente amare, amare il cliente che si lamenta,amare il collega che quel giorno non sembra comprenderci, amare il pc che non funziona alla perfezione e via discorrendo… Serve sostanzialmente Comprensione, ossia capire il valore del lavoro che facciamo, a chi è utile, come migliora la vita di chi ci sta vicino, di coloro che conosciamo e di coloro che invece sono sconosciuti.

Serve sostanzialmente Accettazione, ossia apprezzare il nostro lavoro per quello che è, sapendo accettare anche gli aspetti che consideriamo negativi. Un buon modo può essere quello di rifletterci sopra e chiederci a chi potrebbero piacere le cose che a noi non piacciono e perché, e cominciare a svolgere anche certi compiti sgradevoli con un atteggiamento differente.

Serve sostanzialmente Rispetto per quello che è il nostro ruolo, le nostre mansioni e i nostri compiti. Invece di considerarne alcuni difficili o sgradevoli o faticosi, dovremmo comprendere come anche questi sono importanti ed utili.

Dovremmo lavorare con calma o comunque con serenità, scegliendo di svolgere ogni mansione con cura, senza tralasciare nulla o lavorare in modo distratto o superficiale: più attenzione e impegno poniamo nelle cose, più queste ci appassioneranno e interesseranno. La cosa più importante per amare il proprio lavoro è che l’amore è una scelta, e possiamo compierla sempre, ogni giorno. Non è che il nostro lavoro è noioso o brutto: a noi sembra così.

L’atteggiamento mentale è determinante. Se smettiamo di lamentarci, di osservare tutte le cose noiose o che troviamo sgradevoli e ci concentriamo su quello che di positivo e prezioso stiamo facendo, possiamo incominciare ad amare il nostro lavoro a partire da subito. Prima di pensare a cambiare lavoro, dobbiamo provare (e riuscire) a cambiare il nostro atteggiamento nei suoi confronti. Allora sì che tutti impareranno veramente ad amare il proprio lavoro.


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