LO ZOMBISMO, QUESTA STRANA MALATTIA!

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LO ZOMBISMO, QUESTA STRANA MALATTIA!

La prima cosa da fare, ancor prima di iniziare a dire qualunque cosa, è definire in maniera chiara che cosa sia lo ZOMBISMO.  

Lo Zombismo è la tendenza dell'essere umano a lasciarsi andare all'apatia, è la mera accettazione delle proprie condizioni di vita, senza cercare di capire il perchè o il come le cose siano andate e stiano andando in un certo modo, è il farsi trascinare dalle situazioni senza opporre la minima resistenza, è scegliere la strada più veloce solo per non fare un po' di fatica in più!

Per quanto ormai siano anni che ho a che fare con persone così, solo pochi mesi fa ho capito che poteva esistere un termine che definisse questa tendenza, e il potergli dare un nome, ha fatto si che io iniziassi finalmente a delimitarnei confini e potessi capire che genere di persona sono io.

Io appartengo a quella maledetta generazione di passaggio che quando ha iniziato l'università, l'ha iniziata con la convinzione che quel percorso l'avrebbe portata a fare ciò che tanto desiderava nella sua vita e, invece, al suo termine si è ritrovata ad avere a che fare con un mondo del lavoro che sembrava non volesse accettarla.  

Ho accettato di lavorare per parecchio tempo completamente gratis o sottopagata, facendo orari impensabili e  ho accettato di cambiare più città pur di non stare a casa con le mani in mano.   E ho accettato non perché sia una masochista, ma perché era giusto che io accettassi.  

Era giusto perché mi ha messo in contatto con realtà differenti; era giusto perché mi ha fatto conoscere mille persone ed era giusto perché alla base della crescita di un uomo, sia personale che professionale, ci deve essere il sacrificio.  

Il sacrificio da intendersi non come cancellazione di se stessi o l'annullamento completo della proprio persona, ma come un qualcosa che ti permetta di poter arrivare ad una meta ben precisa.   Per me è questo il modo di combattere lo Zombismo: ESSERE DISPOSTO A SACRIFICARSI PER POTER RAGGIUNGERE I PROPRI OBIETTIVI.  

Ma non è sempre facile e non sempre abbiamo la forza per poterlo fare da soli.   Io sicuramente sono una testarda, che, piuttosto che mollare, si spacca la testa ( il che non sempre è un aspetto positivo!). Ma non tutti sono così!  

C'è quello che alla prima difficoltà scappa a gambe levate e scompare.   C'è quello che fa finta di niente e si tiene tutto dentro, fino a che non scoppia all'improvviso come un vulcano.  

C'è quello che non regge lo stress e si sgretola piano piano, rompendosi in mille pezzi.  

Ci sono mille sfumature dello Zombismo e noi dobbiamo essere bravi a capire chi abbiamo davanti, prima di decidere qualunque tipo di intervento.   Dobbiamo essere empatici e immedesimarci in quella persona, solo così possiamo aiutare un nostro collega in difficoltà!

Non bisogna buttarsi a capofitto a soccorrerlo, perché a volte si rischia di fare più danni!  

Non esiste un unico metodo per essergli utile: certo il punto di partenza è capire il fulcro della questione, dopo di che bisogna capire il tipo di persona che abbiamo davanti.  

C'è il collega con il quale bisogna essere comprensivi, quello che deve essere scosso, quello che deve essere messo sotto stress, quello che deve essere solamente ascoltato. Ognuno richiede un intervento diverso.   Se siamo bravi a capire questo, allora saremo bravi ad aiutare anche i nostri colleghi e aiutarli a guarire da questa strana malattia!


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