Un collega è per sempre: quando la fratellanza crea una famiglia

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Un collega è per sempre: quando la fratellanza crea una famiglia

Fratellanza, un concetto dal significato abbastanza ovvio. Indica, infatti, il legame esistente tra i fratelli di sangue. Tuttavia, non mi son voluta soffermare su questa prima e intuitiva accezione del termine anche perché, del resto, non è il nostro caso. Apro Google e incomincio una rapida ricerca per cercare il termine che più si addice alla nostra realtà.

Trovato. Fraternità. La fraternità indica, infatti, il “sentimento che si esprime soprattutto tra coloro che non sono fratelli e che comunque si sentono come se lo fossero, legati da questo sentimento che esprimono con azioni di aiuto disinteressato e di concreta solidarietà”. Bingo.

 Al di là che ci piaccia di più il termine fratellanza o fraternità una cosa è certa: sono accomunati da questo “spirito” – se così vogliamo chiamarlo – di aiuto disinteressato e solidarietà. Anche se molti qui in Prolution sono alla prima esperienza lavorativa, è abbastanza facile affermare che, ad oggi, esistono poche realtà come la nostra.

Realtà che, non a caso, si definisce family company. Ecco che allora – da qui in avanti – utilizzerò il termine fratellanza, perché è questo il legame che ci unisce. Un legame e una fratellanza che nasce dalla volontà di aiutarsi gli uni con gli altri ma non in maniera disinteressata quanto piuttosto incentrata sul miglioramento personale e soprattutto professionale.  

Son dell’idea, infatti, che sul lavoro sia necessario crescere e crescere insieme (o migliorarsi e migliorare insieme). Tutti lavoriamo per un obiettivo comune. Se tu aiuti me a migliorare, io miglioro, miglioro il mio metodo nel raggiungimento dell’obiettivo e quindi nel raggiungimento dell’obiettivo comune e viceversa. Sembra una cosa scontata e banale ma, dal mio punto di vista, non lo è affatto.

Dico questo perché - non nascondiamoci dietro un dito - sul lavoro nascono spesso dinamiche interne – competizione e volontà di primeggiare rispetto agli altri – che possono condizionare i nostri comportamenti fino a far divenire il proprio lavoro una forma di puro egoismo. Non a caso, oggi, non è facile trovare sul lavoro persone - oltre che colleghi - pronte ad aiutarti ad affrontare ogni piccolo ostacolo che ti si pone davanti.

Una realtà interdipendente, in cui ognuno può essere utile all’altro e dove il lavoro non è visto come una “mera esecuzione di compiti”. Una family company in cui le relazioni umane, i valori e il “lavorare con amore” sono i presupposti fondamentali. Ma, il mondo è bello perché è vario. Questo è il mio punto di vista. Quindi, caro lettore, a te la parola.


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