UNO PER TUTTI TUTTI PER UNO: QUANDO L’UNIONE FA LA FORZA

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UNO PER TUTTI TUTTI PER UNO: QUANDO L’UNIONE FA LA FORZA

Quando sentiamo nominare la parola unione il primo detto che ci viene in mente è: “L’unione fa la forza”. Ma è sempre così? Quando realmente l’unione fa la forza? Si dice che l’unione fa la forza se si condivide un obiettivo comune.

Il paradosso è che oggi viviamo sempre di più in un mondo egoistico, in cui nessuno più condivide niente e sapete perché? Perché è difficile. È difficile condividere qualcosa con qualcuno perché si ha paura, non ci si fida più dell’altro.

Nelle aziende oggi a maggior ragione l’unione viene sempre meno ed abbiamo due tipi di realtà:

  • La grande azienda con tantissimi dipendenti, dove ognuno fa il proprio lavoro e la mission aziendale è sopravvivere quasi a discapito dell’altro perché “tanto mi pagano come quello quindi se non lo fa lui di certo non lo faccio io, vado faccio quello che devo fare e me ne vado”;
  • La piccola azienda con 2- 3 dipendenti, che a volte nemmeno si incrociano o se si incrociano non si interessano l’uno all’altro.
  È lo spirito di gruppo che manca ragazzi. Ma come si crea questo spirito? Sinceramente non lo so. Bisognerebbe partire da cosa tiene unito un gruppo di persone. E per farmi venire l’ispirazione prendo il telefono ed inizio a guardare le foto del gruppo più unito che conosco: il nostro. E comincio a chiedermi: ma come mai siamo così uniti?

In fondo non siamo cresciuti insieme, abbiamo abitudini diverse, età diverse, vite diverse e soprattutto ruoli completamente diversi a tal punto che magari non so cosa fa esattamente la persona che siede a 3 metri da me.

È inutile sforzarsi troppo, è molto semplice capire cosa ci tiene uniti: abbiamo gli stessi valori e lottiamo per un raggiungere insieme qualcosa. Niente di particolare, direte voi. Ma in realtà la differenza è che noi non lottiamo semplicemente per raggiungere un obiettivo aziendale, ma lottiamo per un sogno comune: il sogno di fare qualcosa di diverso, di lasciare il segno, di essere ricordati per aver aiutato qualcuno e aver dato un contributo all’umanità, a quell’umanità che oggi pensa solo a se stessa, il sogno di diventare LEGGENDA.

Come si alimenta questo fuoco? Nelle piccole cose, nei piccoli gesti, nel mettersi nella prospettiva di dire: “faccio questa cosa perché anche se non serve a me sicuramente sarà utile a qualcun’altro in azienda e sono felice di investire il mio tempo per farlo”. È così che si crea qualcosa di magico che sconvolge addirittura le leggi della matematica: 1+1 fa 3 e non 2 perché il rapporto che si crea tra due persone prende vita e nasce qualcosa di unico, di leggendario.

A mio avviso ci meritiamo l’appellativo di leggenda già “soltanto” per questo, perché abbiamo vinto il mostro più grande e potente che è quello dell’egoismo che in questo mondo regna sovrano. È quindi pensando al prossimo che si alimenta questa unione e lo si fa quando si ama e si ama quando non si pensa più solo al proprio bene. Ricapitolando, gli ingredienti sono l’amore, i valori, i sogni, le prospettive di vita. Quindi mi correggo: oggi l’unione fa la forza se e solo se si ha il coraggio di lottare per un sogno in comune. Ed un gruppo di persone che lotta per un sogno comune può raggiungere l’impossibile.


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