Beni culturali e digitale: l’inizio della rivoluzione italiana?

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Si va dalla mancata presenza delle giuste competenze da parte degli addetti ai lavori, alla difficoltà economica che trapela dai bilanci, un mix letale per chi deve affrontare una trasformazione così grande e profonda.

Eppure l’Italia sembra avere un bisogno disperato di passare al digitale, sopratutto nel settore dei beni culturali, che chiamano e chiamiamo spesso “il nostro petrolio”. La presenza di migliaia di “siti” e luoghi da poter valorizzare, rende l’operazione interessante anche a livello economico, con un possibile ed auspicabile aumento dei flussi di turismo.

L’Osservatorio si pone come punto di analisi e forum di discussione circa il percorso da seguire per una trasformazione digitale che crei valore nell’ecosistema culturale. I risultati del primo anno di attività sono stati incentrati sulla digitalizzazione dei musei e la loro diffusione, e sono stati discussi il 19 Gennaio nell’ambito di un convegno, al quale hanno partecipato tantissime figure di primo piano del settore.

Il focus è stato posto sostanzialmente su 7 domande: Come l’innovazione digitale è entrata ed è visibile nelle Istituzioni culturali italiane, e in particolare nei Musei? Quale trasformazione hanno subito i processi grazie all’innovazione digitale? Quali costi e benefici ne conseguono? Quando il digitale è in grado di apportare valore? Come vengono utilizzati i nuovi canali digitali per comunicare? Come parla il pubblico italiano e internazionale dei Musei italiani? Quale ruolo giocano le Startup nel processo di innovazione? Come evolverà lo scenario dell’Arte e della Cultura in Italia?

Domande importanti, che richiedono una risposta tutt’altro che semplice e banale. Sembra necessaria una previsione realistica, che possa portare nel breve periodo alla realizzazione di una strategia solida, ben strutturata, che punti dritto a degli obbiettivi realistici. L’italia con il patrimonio culturale che si ritrova ha bisogno di essere all’avanguardia anche in questo settore, per stuzzicare la curiosità di potenziali turisti e visitatori, e per rendere al paese un servizio importante, quello di rendere fruibili alcuni “siti” anche online, con la realizzazione di app interattive che possano magari farci visitare musei comodamente dal divano (ricorda qualcosa?! #shapper).

I soldi investiti sulla cultura sono sempre ben spesi. A discapito di quello che un noto politico italiano disse pubblicamente qualche anno fa…con la cultura si “mangia” eccome!


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